Alcune otarie, come il leone marino di Steller o il callorino dell'Alaska, e molte specie di foche come quella della Groenlandia o la foca leopardo vivono in mari freddissimi, e pertanto hanno dovuto dotarsi degli accorgimenti giusti per riuscire a mantenere costantemente i 37 gradi della loro temperatura corporea.
Ovviamente lo spesso strato di grasso che si trova sotto la pelle è il sistema più efficace, ma anche le forme arrotondate, che disperdono meno il calore, e le grandi dimensioni che raggiungono le specie polari sono un ottimo rimedio.
A parità di forma, infatti, un animale più grande ha un'area superficiale relativamente minore, e in questo modo può contenere meglio la perdita di calore corporeo.
Ecco perché ai poli non esistono foche piccole.